NIPPON, ZONA MERCATO DEI FIORI, AMSTERDAM

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE’

Teppanyaki, finalmente! Dopo vari tentativi andati a vuoto per un motivo o per l’altro, alla fine siamo riusciti a sperimentare questa particolare ‘branca’ della cucina giapponese. Chi è un minimo scafato di cucina orientale sa benissimo che la gastronomia nipponica non si limita al solo pesce crudo che, per quanto prelibato, se non è coadiuvato da qualcosa di cotto, dopo un po’ allappa il palato.

Nei ristoranti specializzati in Teppanyaki protagonista assoluta è la piastra di ferro incandescente (il Teppan, appunto) sulla quale il cuoco scotta, salta e sfrigola le più svariate pietanze: carne, pesce, verdure, tofu, ma anche uova, riso o noodles, per la gioia dei commensali che sbavano ai lati del tavolo. I ristoranti più sciscì amano stupire gli ospiti con chef freestyler che intavolano uno spettacolo acrobatico con gli attrezzi da cucina (spatole, coltelli e forchettoni) mentre spignattano. Youtube è pieno di filmatini più o meno amatoriali: qualche esempio qui e qui per le acrobazie, qui e qui per vedere qualcosa di cucinato.

Torniamo al Nippon di Amsterdam.

LOCALE. L’arredamento è moderno, elegante ed essenziale come spesso accade nei ristoranti giapponesi di buona qualità. Il locale è spazioso e la distanza tra i tavoli molto generosa per cui si sta veramente comodi. I tavoli possono accogliere 8-10 commensali. Noi eravamo in 5 e ci hanno aggregato ad un tavolo con due autoctoni, in seguito sostituiti da una coppietta di italiani (che in Amsterdam sono l’etnia dominante).

MENU’. Il locale offre una scelta limitata di pietanze à la carte mentre la parte del leone la fanno i 5 menù fissi, tra i quali troneggia il ‘Nippon’ – 72 EURI a coccia – che offre fois gras, manzo angus e astice. Per chi è purciaro e/o disperato, c’è la sempreverde modalità ‘se magnamo tutto’ da 23 EURI – 25 nei week end – bevande escluse. Avemo scelto quella (ma dai?).

ALL YOU CAN EAT. Il menù ‘se magnamo tutto’ comprende zuppa di miso all’inizio e dolcetto alla fine. In mezzo che ce mettemo? Ondate e ondate di cibo, ovviamente. Ogni cliente può scegliere fino a 4 pietanze per ogni ordine, segnandole sull’apposita tabella. Poco dopo che l’ordine è stato passato in cucina arriva al tavolo lo chef con annesso vassoio pieno di ogni ben di dio e cucina tutto davanti al cliente, on the spot. Se uno ha ancora fame passa al secondo giro ma anche al terzo, quarto, quinto…..L’offerta ‘se magnamo tutto’ vale tre ore, o nel nostro caso, finché chiude il ristorante.

CIBO. Abbiamo assaggiato pressoché di tutto. Ottimo il pesce: capesante, calamari, coregone e soprattutto gamberi e salmone (migliore in campo). Niente di che i bastoncini di surimi, ma che ci si può aspettare? Sul versante carne deludono un po’ lo yakitori e il sirloin (che sembra la classica fettina in padella) mentre esaltano le costolettine di agnello e il petto d’anatra (migliori in campo tra le carni). E’ possibile ordinare anche un po’ di piatti non Teppan, come il sushi – freschissimo – e il tenpura misto gamberi/verdure anch’esso ottimo. Deludenti gli udon alla piastra, portati già cotti dalla cucina, i gyoza, durissimi, e l’insalatina con manzo usuyaki, troppo salata. Infine ho gustato con piacere un buon okonomiyaki con verdure, che non mangiavo da anni. Il dolcetto lo abbiamo saltato PERCHE’ SAZI! Una cose del genere non succedeva dal ’51.

SERVIZIO. I camerieri sono solerti, gentili e anglofoni (ma questo ad Amsterdam non è raro). L’unica nota dolente è che il menù è in inglese, mentre il cartoncino per le ordinazioni è scritto in olandese. Ciò rallenta le ordinazioni e agli erpici, quali noi siamo, questo non piace. In più non hanno portato il riso fritto a KeBob, che si è incupito considerevolmente. A fine pasto l’immancabile asciugamano caldo per nettarsi le mano, usanza giapponesissima che nei ristoranti jappo in Italia non ha mai attecchito.

PREZZO. Quello che era scritto sul menù era scritto pure sul conto. Niente sòle, niente raggiri, niente inculate. Anzi, all’inizio ci hanno specificato che il cibo non finito (risatine di scherno da parte nostra) si pagava a parte. Certo, una bottiglia d’acqua veniva 6,5 EURI ma è risaputo che all’estero Panna e Sanpellegrino sono acque da ristoranti fighi che applicano prezzi fighi. Quindi chissenefrega.

CONSIGLIATISSIMO a chi vuole staccare dal pur ottimo street food amsterdiano!

VOTO: 8

Il PUNTO DI VISTA DI  pandizenzero

Confesso di essere appartenuta a quel numeroso gruppo affollato di zappe che, non solo consideravano la cucina giapponese solo pesce crudo e tempura,  ma che credevano di dover mangiare il pesce soltanto a pezzettoni sopra rotolini di riso, ma questo PRIMA di incontrare la piastra della mia vita.

Nippon è un locale delizioso, essenziale negli arredi ma molto elegante, con un personale decisamente gentile e non invadente, a tratti avvenente, collocato nella zona centrale di Amsterdam, adiacente al mercato dei fiori.

Lo abbiamo scelto con tanta curiosità ma un po’ di perplessità, sia per il basso costo rapportato al formato “all you can eat“, che per l’appetibilità delle pietanze.

Personalmente non sono riuscita a completare più di due round, durante i quali, tuttavia, ho avuto modo di apprezzare, su tutti, un salmone sublime (gustoso quasi quanto quello mangiato ad Helsinki), i gamberi, il petto di anatra (per me una novità), la tempura, il pollo, le capesante ed un paio di nigiri molto molto buoni. Il pesce su piastra veniva preparato con della salsa di soia diluita con acqua e qualche goccia di limone, senza l’uso di spezie o sale.

I miei colleghi magnaccioni hanno mangiato TUTTO, tranne KeBob che, come anticipato da chezsb., non ha ricevuto il suo riso fritto e per questo si è tuffato in un mcflurry digestivo.

L’altissima qualità dei prodotti e la loro bontà si accompagnava ad una modalità di cottura molto particolare, direi anche suggestiva, il che rendeva la cena piacevole e divertente.

Due particolari hanno stonato, uno è il menù dove poter segnalare le ordinazioni (non quello su cui leggere i piatti disponibili) che è scritto esclusivamente in olandese, lingua incomprensibile, come tutte quelle parlate nei paesi civili e progrediti d’altrarte, l’altra è il costo pazzesco di una bottiglia di acqua da 0,75 l, ovvero sei euro e cinquanta (lo scrivo così almeno non cascate dalla sedia), per il resto tutto molto bello.

Spesa totale € 28, ovvero  poco più  di 4 bottiglie d’acqua Panna. Prezzo assolutamente accessibile e forse, per quanto e come ci siamo nutriti, tendente al basso.

VOTO 8+ per il cameriere che era un grandissimo fico, nonostante le radici giapponesi

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  1. ma dico io……..ma ho magnato una cifra. BENE. carne deliziosa, ben cotta, grande varietà……non m’hanno portato il riso fritto, ma la piccola marachella è perdonabilissima visto quanto abbiamo mangiato. Poi gli asciugamanetti….gli asciugamanetti…..mi sono quasi eccitato. GRAN POSTO.

    KeBob

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