PIZZERIA MANGIANAPOLI, LARGO AGOSTA, ROMA

RECENSIONE DI pandizenzero

Se siete allergici alla napoletanità in tutte le sue forme ed espressioni, lasciate perdere, recatevi in centro a mangiare un micragnoso risotto allo zafferano. Se, invece, volete mangiare della vera pizza napoletana in un clima napoletano allora benvenuti.

La prima cosa che si deve fare prima di recarsi in un locale è parcheggiare l’automobile, perchè nè lasciarla davanti al locale col motore acceso, nè portarla dentro la pizzeria sono opzioni applicabili.  E già qui il partenopeo che è in voi, ma che non vorrebbe risvegliarsi fino a che non ha davanti un friariello, se ne esce con un bestemmione degno del peggior frequentatore di Spaccanapoli, perchè non è possibile posteggiare, in nessuno modo, in nessun luogo, in nessun lago.

Ci vuole pazienza e tempo, per cui prendetevi un giorno di ferie perchè il locale merita.

Una volta espletata la pratica parcheggio, potete approcciarvi al locale, ampio e ben arredato, molto spesso fitto di gente che neanche sul lungomare di Posillipo la domenica pomeriggio. Noi avevamo prenotato, ma lo stesso dovevano aver fatto gli altri 850 avventori, bambini inclusi, con la spiacevole sensazione di sentirsi  accatastati. Tanto che, data l’eccessiva vicinanza dei tavoli, ogni tanto il vicino mi chiedeva di passargli l’acqua, ma lo faceva con educazione.

Il locale, a Largo Agosta (zona Prenestino-Centocelle), è molto ampio, arredato con cura e pulito, con una piccola veranda in esterna per le afose sere d’estate.

La varietà di scelta sia per quanto concerne gli antipasti, i primi e le pizze è veramente ampia.

Gli antipasti, particolari e molto gustosi, spaziano dai classici di pesce, come il soutè di cozze, a dei golosissimi filetti di pasta fritta (angioletti o diavoletti a seconda che ti ustionino la bocca o meno).

I primi piatti rappresentano una diversione rispetto al solito: pennette alla sorrentina, fusilli melanzane e mozzarella, ma soprattutto gnocchi alla sorrentina, preparati in un tegame di coccio al forno e serviti caldissimi, assaggiateli perchè sono di un altro mondo. Ogni porzione è abbondante e ben condita.

Il piatto forte del locale è ovviamente La Pizza, cotta bene, da pizzaioli napoletani (una rarità a Roma, dove egiziani  e bengalesi spopolano) di dimensioni medio-piccole ma alta e con una cornice sorprendente.

Infatti, i geniacci si sono inventati la crosta ripiena, per cui in alcune pizze la troverete imbottita, con ricotta, salsiccia o  friarielli (le cime di rapa). Per una come me che detesta la cornice e mangia sempre e soltanto la parte centrale della pizza, è proprio una grandissima trovata.

Consiglio? Pizza farfalla e mezzaluna, ma già che ci siete provate anche i pagnottielli.

Segnalo la presenza di molti secondi piatti, di carne e pesce, dei quali però non sappiamo indicare molto, ma tanto che vi frega, qui si va per mangiare la pizza, la fettina ve la fate a casa.

Passiamo alla parte terminale della cena, vi dico che non sono una grande appassionata di dolci, lo ammetto mi attrae molto più il salato, però, se c’è qualcosa che mi manda ai matti sono i cannoli siciliani e la pastiera napoletana, indovinate che dessert ho ordinato?

La delizia al limone di Sorrento. Qualcosa da levare il fiato, e le riserve di insulina, considerata l’elevata concentrazione zuccherina, complimenti comunque al pasticcere, perchè mai ho assaggiato una delizia così.

Disponibili anche tiramisù, cocco&nutella, pastiera, caffè e ammazzacaffè.

Servizio buono, abbastanza puntuale e preciso.

Totale € 20-25.

VOTO: 7 1/2

Un voto che risente 1) del caos che regnava nel locale e che mi devasta le scorte di pazienza 2) di una seconda esperienza meno brillante della prima in cui abbiamo preso 4 pizze a portar via, piccole e molto costose.

IL PUNTO DI VISTA DI CHEZ SBARDE’

Oddio, mi ha esaltato fino a un certo punto. Sarà che ho mangiato solo una delle già citate pizze apportarvia che erano buone ma miserabili. La pizza a farfalla di KeBob era patetica: sguercia, piccola e decisamente deforme, non come la brochure.

Tra l’altro ci hanno fatto aspettare al banco una mezz’oretta, nonostante le pizze le avessimo ordinate il pomeriggio. Il tutto mentre gli altri ci aspettavano in macchina, in tripla fila.

In quei 30 minuti buttati ho avuto modo di constatare che il locale era affollato che manco li treni indiani.  Il casino era tale che non riuscivo a parlà con KeBob che pure mi stava a 30 centimetri. Pe’ dije che me andavo a fumà ‘na sigaretta c’ho messo 10 minuti.

Non fa per me. Troppo casino. Bù!

VOTO: 5 1/2 (er magnà è bono, tutto il resto da buttà)

IL PUNTO DI VISTA di KeBob

Questo posto non ha la mia nobile approvazione. Non è bello mangiare con le persone a cavacecio, attendendo il piatto di portata per intere ore e subendo l’effetto di un impatto sonoro che farebbe mettere a piangere anche un fan accanito dei Sepultura. Il tutto ricevendone in cambio una pizza buonina, piccolina e per niente economica.

VOTO: 2  (se vojo Napoli, me ne vado a Napoli)

Sito WEB: http://www.mangianapoli.it/

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