NATURIST CLUB L’ISOLA, VIA DELLA VITE 14, 00187, ROMA

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE’

Lo ammetto, inizialmente avevo frainteso la filosofia del ristorante/associazione e mi sono presentato nudo. “Che ne so, si chiama Naturist Club”, è stata la mia risposta al personale visibilmente attonito. “No, signore, noi facciamo cucina vegetariana, macrobiotica, biologica, vuole fermarsi a pranzo?”. “Macrobiotica? Io ‘ste cose mica le faccio! Per chi mi ha preso? Che c’ho la faccia da pervertito?”. Comunque, dopo un colloquio chiarificatore mi sono seduto e dietro insistenza del personale (“Ce spaventi i pesci” mi hanno detto) mi sono pure rivestito.
In realtà avevo sentito parlare del ristorante L’Isola dal mio amico Sandro Erradiologo (sua mamma e sua sorella ivi lavorano). Onde per cui mi ci sono recato e sono pure tornato.

L’Isola, noto agli aficionados come ‘Aloma’ dal nome della signora che lo gestisce, è come detto un ristorante macrobiotico, biologico e vegetariano (ma un po’ di pesce lo cucinano sempre). Ed è molto buono, tanto che ogni volta che sono in zona per qualche motivo, mi fermo volentieri. Come è successo oggi. E già che ci sono, lo recensisco anche per il nostro food blog.


LOCALE. Il ristorante si trova in una mansarda, al 4° piano di un palazzetto a due passi da Via del Corso e Piazza di Spagna. Il locale di per sé è piccolo (‘intimo’ per dirlo alla Lionel Hutz), con tavolini rotondi sparecchiati a pranzo e apparecchiati in maniera sobria a cena. Se possibile, è consigliabile prendere il tavolinetto vicino alla finestra che offre una bella vista sui tetti della Città Eterna. Il resto della sala è occupato dagli scaffali dei prodotti biologici e dagli espositori delle cibarie. La cucina è completamente a vista. E chi non apprezza ciò non si merita niente.


MENU’. La scelta varia ogni giorno. Il pranzo è quasi a buffet. Nel senso che c’è una buona scelta di piatti del giorno esposti con il prezzo in bella vista. Si comunica la scelta al personale, che serve le cibarie in cocottine di coccio bianco sistemate su un vassoio di legno. Dopo di che si torna al tavolo sulle proprie gambette. Veloce e leggero, l’ideale per la pausa pranzo.

A Cena la storia cambia, e l’Isola diventa un ristorante vero e proprio. Il pezzo forte è il pesce, sempre fresco e sempre diverso, in base alla disponibilità del giorno. In più cucina vegetariana e vegana: un tripudio di tofu, seitan e tempeh. Tutta roba che io non tocco nemmeno con la canna da pesca. Ma d’altronde al mondo c’è pure chi mangia accusì ed è giusto andare incontro agli infelici.

CIBO. Finora mi è piaciuto tutto, anche se a vari livelli (da ‘buonino’ a ‘molto ottimo’). La cucina spesso cede ai profumi d’oriente, ed è facile imbattersi in spezie esotiche – curry, cumino e tamari in testa – e classici della cucina (medio) orientale – vedasi cous cous, falafel e crocchette di Tofu. Non mancano ovviamente pietanze più mediterranee – ceci, riso, lenticchie, verdure in quantità – primi piatti – dalle lasagne vegetariane alle fettuccine vongole e carciofi. Sul pesce, cucinato con perizia e passione, li dovete proprio lascià perde. Morbido e succoso il classico rombo con carciofi e patate. Sensazionale il persico, pesce di per sé sciapo ma reso ricco e corposo dalla salsa di olive.

PREZZI. Decenti. Di certo la materia prima è buona ma i prezzi risentono della location del ristorante. Il centro di Roma costa sempre. Per quantificare: 10 massimo 15 EURI a pranzo. 30-35 a cena.

SERVIZIO. Efficiente, soprattutto quando ai tavoli a servire c’è pure Sandro Erradiologo che ogni tanto si fa le serate e alza qualche soldino.


EMPORIO. L’Isola è anche un negozio di prodotti bio, abbastanza ben fornito per essere così piccolo. Un grosso frigo conserva i succedanei della carne (wurstel di tofu, blocchetti di seitan e così via). Ma visto che sta roba mi fa impressione, preferisco buttarmi sugli scaffali all’entrata che almeno espongono sottolii, marmellate matte e costosissime, tisane di tutti i tipi (pure al cardamomo), tè verde e per mia grande sorpresa addirittura il miso e l’umeboshi! Ho fatto acquisti. Devo dire che alcune marmellate non mi hanno convinto, nello specifico quelle ‘senza’. Odio i prodotti ‘senza’ (zuccheri aggiunti, glutine, latte) perché costano di più dei prodotti ‘con’, anche se dentro c’è meno roba. Esempio tipico è la cioccolata di Modica, che odio visceralmente. Comunque, per farla breve, ho comprato il miso, che assaggerò quanto prima e una marmellata costosissima Ananas e Zenzero da regalare a pandiz3nzero (perché a lei queste cose ci piacciono). Appena la vedo gliela consegno. Magari non questo sabato che me sa che nun ce sto, devo vedè.

VOTO: 8 (media ponderata: 7 se sei carnivoro, 9 se sei un infelice).

CONTATTI: Tel – 066792509

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  1. vedi a volte la vita, io in un ristorante (?) del genere non mi ci sarei avvicinata neanche per gioco, a sona’ il citofono, e invece cucinano del pesce e cibo etnico.
    magari, un giorno che litigo con il mondo e voglio stare un po’ da sola ci vado, diche che il tofu riequilibra lo yin e lo yang.

  2. ma questo e’ un bolg privato tra chezsbastard e pandizen ze ?…ahahha che tristi.
    cmq gli infelici come li chiami tu, spesso rinunciano al gusto perche’ vi antepongono il cuore, e cioe’ la pieta’ verso tutti quegli esseri viventi che per voi son solo pietanze. Probabilmente vi mangereste anche il vostro cane od il vostro gatto se ve lo presentassero con la salsa di olive. io saro infelice, ma tu sei davvero triste; eccefai anche er romano…..ahahah

    • Te potevi legge er disclaimer: “Poi, detto tra noi…siamo dei beoni, scherziamo SEMPRE e quando non si scherza lo si precisa in maniera chiara ed inappellabile. Non ve la prendete, fate tre fatiche e provocate niente più che ilarità”.
      Se con capisci che stiamo scherzando, è inutile risponderti.
      E se non capisci che il ristorante mi è piaciuto (voto: 8) è ancora più inutile.
      Di conseguenza ci provochi provochi solo ilarità.
      AHAHAHAHAHAH!
      Impara a rispettare anche gli esseri umani, oltre alle bestioline, visto che non sai esprimerti senza insultare. Per fortuna i vegetariani pieni di acredine come te sono una minoranza. La maggioranza sono persone serie.

    • Come avrai potuto notare, questo blog è tutt’altro che privato ed i commenti dei visitatori sono sempre benaccetti. A patto peró che rispettino gli altri e le loro idee. Torna quando vuoi 🙂

    • MI PIACE COSA DICI..IO O 6 MESI CHE SONO VEGETARIANA..VOGLIO IN FUTURO DIVENTARE VEGANA..E NON SONO MAI STATA BENE COSI IN TUTTA LA MIA VITA…IN PACE CHE NON O RIMORSO CHE MANGIO QUALCHE PICOLETTO DELLA QUALCHE MAMMA PECORA…E COSI VIA

  3. Ciao amico jac, io sono uno degli autori, quello non democratico che era fortemente tentato di cancellarti il commento perchè chiaramente non contestualizzabile nell’atmosfera scherzosa del blog…ma poi ho capito che poteva risultare utile per il comune divertimento e l’ho lasciato lì….

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