TRATTORIA ” TANTO PE’ MAGNA’ “, VIA GIUSTINO DE JACOBIS 9/15, ZONA GARBATELLA, ROMA

RECENSIONE di KeBob

Se si desidera passare una bella serata a Roma in compagnia di amici avvinazzati e chiassosi non c’è miglior posto della Garbatella. Cioè…ci sarebbe Trastevere. E San Giovanni. Testaccio? Sì, pure Testaccio. San Lorenzo e il Pigneto?…E vabbè, ho capito, cominciate subito con l’inutile puntiglio? Avete velleità da Postiglione? Io l’ altra sera so’ stato a Garbatella e di quella parlo.

La trattoria che ci ha ospitato in maniera felicemente informale è specializzata in Cucina Romana e quando dico specializzata intendo che non sono degli improvvisati e fanno in modo che si noti.

LOCALE: due sale arredate in maniera eccessivamente comune e dozzinale, ma gli ambienti sono ampi e permettono la composizione di belle tavolate. Il quartiere poi, come già detto, è delizioso….qualche difficoltà nel parcheggio, ma ormai questo è problema sentito in ogni zona della città.

PRIMI: come si fa a valutare velocemente e senza appello la qualità di un ristorante che attinge dalla tradizione culinaria capitolina? Si ordina una Cacio e Pepe. E lì, generalmente, casca l’asino, anzi ,il somarone. Invece a Tanto pe’ Magnà ti portano una Cacio e Pepe da sturbo. Una montagna di Tonnarelli Cacio e Pepe. Non troppo asciutti e non troppo oleosi, come tradizione richiede. Meravigliosi e fumanti. Tutto è reso nebuloso da qual ricordo, ma gli altri primi non sono da meno. Dove si richiede guanciale c’è guanciale, dove ci vuole pecorino c’è pecorino, quando serve una Pajata grassa e profumata ti portano la Pajata grassa e profumata. Sempre tutto molto buono, molto curato, tendente all’abbondante.

SECONDI: anche qui le porzioni sono generose e di qualità non comune. Spesso chi perde la testa e decide di mettersi a dieta finisce per ordinare come unico piatto da portata una misera bistecchina che faccia compagnia all’amica insalata. Avete presente? Ecco, in questa trattoria anche questo tipo di blasfemissima esperienza riserva un’ epifania di sapori. La carne è tenera, cotta alla brace, fresca e gustosa. Se poi ci si orienta sui piatti tradizionali ci si diverte anche di più, tra Straccetti, Spezzatini, Saltimbocca, Agnello, Coniglio, Baccalà e ogni altro ben di Dio.

CONTORNI: Cicoria ripassata, Insalate di ogni tipo, Patate in tutte le forme che fantasia dispone, Puntarelle, Carciofi alla Romana e alla Giudia…ottimi.

DOLCI: alcune torte fatte in casa davvero sfiziose. Mi sento di nominare per tutte la Pastiera. Dice:  ‘…e mica è romana la Pastera!’. No, infatti, è napoletana ed è parecchio bona. Buonissima.

VINI e BEVANDE: nulla di trascendentale, ma in linea con le richieste che fa il cliente. A Roma non è difficile trovare dell’ ottimo vino e non credo loro si facciano trovare impreparati in quest’ ambito.

SERVIZIO: veloce, gentile, giovane…Bravi.

PREZZO: ci sono posti più economici, ma con 30 euro te la cavi mangiando un po’ di tutto. Le porzioni poi, come dicevo, sono di rilievo.

VOTO: 8

IL PUNTO DI VISTA di  Pandizenzero

Facciamo una premessa, d’obbligo, a me la cucina romana non mi garba, se dovessi darle un voto sarebbe una sufficienza, di quelle tirate con l’elastico, giusto per l’impegno, la carbonara ed i carciofi “alla romana”, appunto. Per il resto le trattorie locali potrebbero anche chiudere, o magari cucinare solo pizza bianca con la mortadella, e non mi venite a rompere i coglioni, o voi romana gente, che i gusti son gusti e non disputandi sono. E cmq non lo dico con cattiveria, dai.

Detto questo, se però mi porti in una trattoria scrauza, e per questo deliziosa, a cenare con romani (e romanisti) veri, e per questo belli, in un quartiere popolare, e per questo stupendo, come la Garbatella, le premesse vanno a farsi friggere -magari in un ristorante cinese- perchè a “Tanto pe’ magnà” la cucina è buona e saporita.

Il locale è paesanamente arredato, dall’ apparente aspetto ridotto, ma che nasconde ampi spazi per tavolate chiassose, giovani e fameliche.

L’antipasto c’è ma non si vede, nel senso che noi non l’abbiamo ordinato, vogliosi di assaggiare il vero corpus della cucina italiana, ma anche romana, ovvero i primi. Primi che lasciano veramente soddisfatti per sapore e quantità, perchè nonostante la semplicità delle paste romanesche, la loro preparazione e quindi la riuscita, non sempre sono al meglio, anzi, è facilissimo vedere e, ahimè mangiare, amatriciane con la pancetta, carbonare coll’uovo crudo, cacio e pepe al burro, in luoghi che visitiamo e stronchiamo sul nostro coloratissimo ciboblog.

I tonnarelli cacio e pepe vincono su tutti, ho visto gente illuminarsi e parlare lingue straniere mentre li mangiava.

I secondi altrettanto gustosi, ma soprattutto in grande varietà: dallo spezzatino con le patate al coniglio alla cacciatora, dall’abbacchio a scottadito alla bistecca di maiale, dai bocconcini di manzo con i carciofi al maialino porchettato. Tutto cotto bene, tanto, unto.

I contorni ben fatti, espressi e buoni.

Infine, il dolce: lo sapete, generalmente passo, ma lo sformatino di ricotta e cioccolato era squaglievole, profumato, bono. Sulla pastiera non mi pronuncio, dirò tutto quello che penso su questo dolce a tempo debito, dopo Pasqua.

Vino e bibite sempre presenti.

Il servizio preciso, composto, gentile. Una menzione speciale va al cameriere, veramente fico, complimenti alla mamma, al titolare della trattoria e anche a lui, che convive con questa avvenenza.

Prezzo, sicuramente abbordabile, diciamo che con 30 euro si può godere di una cena completa, mancia ed amaro inclusi.

Voto: 8 + sempre per la storia del cameriere

SITO: www.tantopemagna.com

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  1. L’epifania de sapori è quando c’hai tutte le cioccolate della befana in bocca e non riesci a masticare rischiando de strozzatte. Quella.

  2. el ogre è offeso. la vicinanza e la cucina imponevano – secondo lui – almeno una telefonata…. sostiene pure di aver scoperto lui “tanto pe’ magnà”…. vabbè, lassatelo perde, è fatto così…

  3. Eccerto e te pareva che già c’aveva intinto il ditone il simpatico orco agreste….ce dobbiamo ritornà insieme allora, considerato anche che io decisamente non ho reso onore alla cucina mangiando pochino in quest’occasione…

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