HEART ATTACK GRILL

RECENSIONE DI CHEZ SBARDE’

Rimango sempre affascinato dagli abissi della mente umana. E’ per questo che continuo a frequentare i Michetti. Ed è per questo che continuo a frequentarmi.  Ed è sempre per questo che spreco il mio tempo sui siti più idioti ed inutili del web, come ‘Know Your Meme’ o ‘My Food Looks Funny’.

E’ stato grazie a quest’ultimo che mi sono imbattuto nello Heart Attack Grill, un ristorante che senza timore di iperbole potrebbe concorrere come locale più pacchiano d’America e vincere in scioltezza. L’HAG è nato in Arizona ma ha recentemente traslocato in quel di Las Vegas. Ma non la Las Vegas luminescente dello Strip (tipo CSI de notte), quanto piuttosto quella triste e smunta di periferia (tipo CSI de giorno). Pacchianeria a parte, la particolare offerta gastronomica del locale attira un numero sempre maggiore di clienti temerari.

Ma andiamo con ordine. L’Heart Attack Grill nasce dall’idea di tale Dr. Jon, di professione nutrizionista, che dopo aver notato che i pazienti ligi alla dieta erano magri ma tristi, mentre quelli che sgarravano erano pingui ma appagati, ha avuto un’epifania. Da quel dì ha deciso di dare alla gente ciò che realmente voleva: cibo gustoso, grassissimo, in porzioni gargantuesche. Se non fosse che l’idea, di per sé interessante, ha preso subito una brutta piega.

Dr. Jon, infatti, ha arredato un ristorante come l’interno di un ospedale, lo ha rifornito di cameriere discretamente gnocche mascherate da infermiere e ha deciso di servire solo cibo e bevande dichiaratamente dannose per la salute.

Tipo? Tipo il Bypass burger, un mega panino con hamburger da mezza libbra – cioè due etti e mezzo de ciccia – doppio Cheddar, pomodoro (bleah! vitamine inutili), cipolla rossa e 5 fette di bacon sfrittellato. Dimenticavo: la pagnottella è generosamente spalmata di lardo.

Dice: e che sarà mai? C’è pure de peggio!

Sì, eh? Allora calcola che il Bypass può essere ordinato anche doppio, triplo e quadruplo (che con le sue 8 mila calorie è persino più sozzo del double up di KFC). Roba da far impallidire persino gli scrondi di Epic Meal Time e forse pure Sandro Erradiologo. Chi ordina un triplo o quadruplo Bypass e lo finisce ha l’onore di essere accompagnato fuori in sedia a rotelle, scortato da un’infermiera scollacciata.

Dice: e se uno dopo il panino c’ha ancora un buco allo stomaco (in senso figurato e non per un’ulcera gastrica)?

Ah, bè, in questo caso basta attingere al buffet no limit di patatine fritte nel lardo. Come dichiara orgoglioso il Dr. Jon: “Gli altri ristoranti hanno il salad bar, noi abbiamo il fries bar”. Che ce frega de quell’altri noi c’avemo il fries bar, fries baaaar, fries baaar…….

Oh, poi pe’ rifasse la bocca un dolcetto. Niente di meglio di un Butter-fat Shake, un frappè di crema di burro disponibile in tre gusti: vaniglia, cioccolato e fragola. Ce l’avranno la versione light, quella col burro scremato?

Da bere? O muramo a secco? Non sia mai: Jolt cola ad altissimo contenuto di caffeinal, come se piovesse. Sennò liquori al malto, birra, shottini vari, vino marca Fat Bastard. Dopo pranzo vi va una sigaretta? Vendono pure quelle: Lucky Strike senza filtro.

Grandi quantità, piccoli prezzi. Il quadruplo Bypass, ad esempio, costa nemmeno 13 dolla (chissà che carne usano). Una vera pacchia, soprattutto per i panzoni impenitenti, visto che all’Heart Attack Grill chi pesa più di 160 chili mangia addirittura gratis.

Come era solito fare il testimonial dell’HAG, tale Blair River, 250 e passa di chili di cristiano. Adesso Blair ha smesso di mangiare all’Heart Attack Grill. Anzi, ha smesso di mangiare del tutto, visto che è morto circa un anno fa, all’età di 29 anni, pare a seguito di una polmonite. D’altronde se lo slogan dell’Heart Attack Grill è ‘Taste Worth Dying For’ (un gusto per cui vale la pena di morire) ci sarà un motivo. Ironia della sorte? Mmmmmh, anche no. Tutto sommato ce stava.

My Two Cents: I ristoranti a tema mi sono sempre sembrati una mastodontica cafonata. A parte questo, non mi sento di criticare la scelta di marketing del Dr. Jon di puntare sui cibi iper grassissimi. Ad oggi, la scelta lo ha premiato, anche se io non ci mangerei (vabbè essere scrondi ma quando è troppo è troppo). A dirla tutta, giudico molto più severamente le catene di fast food rispetto all’HAG. Le prime cercano di far passare le loro ottime porcherie per cibo sano ed equilibrato. Il Dr. Jon ha fatto dell’insalubrità un marchio di fabbrica, ma almeno ha la faccia di tolla di dirti che quello che ti vende, presto o prestissimo, finirà per ammazzarti. E’ più sincero. O meno busciardo. Fate un po’ voi.

Di seguito un video per chi desidera appurare coi propri occhi de che stamo a parlà. Astenersi deboli di stomaco. Dico davero!

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