PORCHETTA CASALING(U)A

RICETTA curata da CHEZ SBARDE’

L’altra giorno mi aggiravo per un grosso supermercato in cerca di cose matte da cucinare. Essendo di umore decisamente faceto l’occhio mi è caduto su una porchetta già pronta, di quelle da cuocersi in separata sede, tipo a casa.

Più di una volta in passato ero stato tentato di acquistare un prodotto simile ma la pezzatura medie delle porchette da supermercato  (un kilo e otto, un kilo e nove) mi aveva sempre diffidato dal concretizzare questo mio proponimento.  Anche perché la porchetta è uno di quei cibi facili da acquistare già cotti nei pizzicaroli di qualità.

Ma visto che a sto giro ne ho trovata una da un kiletto giusto, e che avevo voglia di starle dietro, ho fatto la prova. Il risultato di questa prima porchetta casalinga è stato incoraggiante.

Ingredienti per 3/2 persone

Una mini porchetta cruda

PREPARAZIONE: Rimuovere la plastichina. Estrarre la porchetta dal vassoio di polistirolo. Mai sottovalutare siffatto passaggio.

COTTURA: Operazione fondamentale, nonché l’unica ad essere vagamente impegnativa. Sta di fatto, comunque, che se viene cotta male la porchetta fa schifo ai vermi. Quindi meglio dedicarle la cura che merita.  Anche perché il maiale è una bestia meritevole di rispetto in tutte le sue manifestazioni.

Scaldare il forno a 200 gradi, opzione ventilato. Una volta giunto a temperatura, sistemare la porchetta sulla griglia, così che il grasso abbia modo di scolare. Posizionare una leccarda riempita con acqua sotto il pezzo di carne.

Questa operazione ha due finalità: 1) mantiene la carne umida e 2) raccoglie il grasso che altrimenti farebbe un puttanaio.

I tempi di cottura ovviamente variano in base alle dimensioni della porchetta. Io l’ho cotta circa due ore e un quarto. Dopo di che ho spento il forno e l’ho lasciata in caldo per un’altra oretta con lo sportello semi aperto.

Una volta intiepidita l’ho affettata spessa e mi ci sono fatto una sana pagnottella con due belle fette di vicovaro. La ciccia era tenerissima mentre la cotenna era croccante come un wafer.

Esperimento riuscito. E’ stato pure divertente. Magari una sera ne prendo una da 2 kili, invito a cena i Michetti e ce la spazzoliamo. Come antipasto, ovviamente.

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  1. Allora, premesso che la porchetta mi fa impazzire, avrei dei punti fermi da cui non posso prescindere. Primo, per mangiarla deve essere caldina, ma va bene anche tiepida, il pane non deve essere troppo, meglio se le fette del panino sono sottili. Infine, ammetto di aggiungere spesso della maio.

  2. ‘nzomma……….la maionese sulla porchetta è un ibrido decisamente ardito.
    Se però ti piace. La maio si presta bene ad insinuarsi nei paninazzi. A me per esempio sull’hamburger non piace. Mi piace poco pèure sulle patatelle.
    I latini dicevano: De gustibus non est disputandum.
    Che vuol dire: i gusti so’ gusti (ma tu c’hai dei gusti de merda).
    AHAHAHAHAHAHA
    Il ‘tu’ è retorico, eh, non mi dare de ‘misosgino’.

  3. Non c’ho niente contro la maionese. Come non c’ho niente nemmeno contro la marmellata de fragole. Ma se me la metti nel panino con la porchetta il minimo che ti puoi aspettare è una seggiolata sui denti.
    Ma proprio il minimo e giusto se l’ho presa a ridere.

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