CROSTATA NERA DI SEMOLINO ALL’ARANCIA

RICETTA indipendentemente OFFERTA DA PANDIZENZERO

Ho una confessione da fare, però un po’ mi vergogno.

Dai facciamo che vi girate di spalle, sennò non ce la faccio, mi imbarazzano gli occhi addosso. Ok, allora vado eh.

Ho smesso di fare la dieta, ma prima di percularmi selvaggiamente posso spiegarvi. Non è come pensate. Per essere più precisi ho abbandonato l’idea di dover essere sottoposta a pesa ogni settimana, pratica sicuramente coadiuvante della dieta alimentare in sè, con un fortissimo stimolo psicologico, ma che sa essere sentitamente stronza qualora non siano stati smaltiti almeno 500 gr, figurarsi se ne hai ripresi 200. Ora, siccome la prima volta vabbè avrò sbagliato io, la seconda sarà stato il tempo, la terza è colpa di Zeman, alla quarta mi son stufata, ho espresso le mie perplessità e ho salutato cordialmente la signorina di bianco vestita, quindi sorridendo ho mentito “Arrivederci alla prossima settimana”.

Da allora non l’ho più vista. Che poi era caruccia ed io detesto mentire alle persone graziose, però credo che questo mio rifiuto sia maturato in uno dei nostri ultimi incontri e sia esclusivamente responsabilità sua. Partiamo dal presupposto che per me un dottore debba essere quantomeno antropomorficamente allineato con il suo credo medico-chirurgico, ed infatti penso che un dermatologo non possa essere affetto da acne devastante, nè un chirurgo vascolare possa avere vene varicose grosse come sacchi di iuta, lo stesso dicasi per il chirurgo plastico che non è coerente abbia la faccia di Ribery. Ne va della loro credibilità, come puoi fidarti di un neurologo con la sindrome di Tourette? Bene, la signorina che si occupava di leggere il mio peso sulla bilancia era troppo magra, ingiustamente magra, senza motivo magra. E anche cattiva, cattiva, cattiva. Perchè se io ti dico che i carboidrati dovrei almeno poterli annusare, tu non puoi uscirtene con la tua gita parigina di una settimana in cui non solo hai mangiato baguette prosciutto e formaggio tutti i giorni, ma sei tornata pure dimagrita. Troia.

Allora basta, continuo a seguire l’impostazione alimentare che mi hanno fornito, non mangio fuoripasto, mi peso in solitudine sulla bilancia di Hello Kitty,  che mi capisce e non mi prende in giro,  e sarà anche stupida ma non è malvagiamente magra.

Per festeggiare il ritorno all’indipendenza ho scelto una crostata al cacao, con semolino all’arancia.

Ingredienti

per la frolla

  • 220 gr di farina 00
  • 90 gr di burro
  • 20 gr di strutto
  • 1 uovo intero
  • 110 gr di zucchero Muscovado
  • 60 gr di granella di nocciole (nocchie) di Caprarola
  • 1 cucchiaino di cacao

per la copertura

  • 200 gr di semolino
  • 700 ml di latte parzialmente scremato
  • il succo di 1 arancia
  • la buccia di 1 arancia
  • 1 cucchiaio di sciroppo di arancia Toschi
  • 80 gr di zucchero semolato
  • le fette di 3 arance per la decorazione

Preparate la frolla amalgamando il burro freddo di frigo e lo strutto con la farina, fino ad ottenere un composto farinoso. Quindi aggiungete lo zucchero, il cacao, l’uovo ed infine le nocciole, lavorando velocemente otterrete un composto liscio ed omogeneo che riporrete in frigo per almeno un’ora.

Trascorso il tempo necessario estraete il panetto dal frigo, stendete la frolla con un mattarello e rivestite una teglia a cerniera lasciando i bordi alti almeno 4 cm. Punzecchiate il fondo della crostata con una forchetta, deponetevi della carta forno e adagiatevi una manciata di fagioli per evitare che la base si gonfi, infornate quindi per circa 15 minuti a 180°C.

Durante la cottura preparate la copertura riscaldando il latte con lo zucchero e la scorza di arancia, aggiungete lo sciroppo ed il succo, fatelo bollire e versatevi a pioggia il semolino, spegnete il fornello e mescolate il composto perchè non si attacchi alla pentola. Cercate di non far indurire il semolino, per cui calcolate i tempi dimodochè la base della crostata sia pronta per essere sfornata non appena abbiate preparata la copertura, quindi rimuovete la carta forno con i fagioli e versate sul fondo il preparato. Infornate per un’ultima cottura/doratura per circa 10 minuti.

Quando la crostata sarà fredda decoratela con le fette di arancia, ed eventualmente ingelatinate.

E’ molto buona anche fredda di frigo.

Nel caso in cui dovesse avanzarvi del semolino vi suggerisco un riciclo gustoso e divertente.

Con una mela, un goccio di marsala, cannella e dello zucchero di canna potrete ottenere delle cocotte buonissime da proporre come  spuntino dopocena per gli adulti, ed omettendo il marsala come merendina per i bimbi.

Au revoir!

 

 

 

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