CHELSEA MARKET 75 9th Avenue (Between 15th and 16th Streets), New York, NY 10011

REPORT by GINGERBREAD uotsammereca

chelsea market

Quando i miei amichetti hanno detto per la prima volta di voler andare al Chelsea Market, nel celeberrimo quartiere omonimo di New York, ho subito accettato con entusiasmo, senza sapere minimamente di cosa stessero parlando  mi sono sentita irresistibilmente attratta da questo luogo, e senza saper nè leggere e nè scrivere, ma sapendo programmare un videoregistratore, ho accettato di buon grado.

Ma perchè? Vi chiederete voi, ti fidi così tanto dei tuoi amici? E metti che volevano portarti a comprare erba? O nel garage di Michele Misseri? O a vedere la Lazzie? O a votare Berlusconi? E invece…. mi hanno introdotto in un mondo fantastico, pieno di cose, di colori, profumi, pieno di gente. C’è da dire che io quando sento la parola mercato, in qualunque lingua la si pronunci, ma anche se me la mimano, vado in brodo di giuggiole, devo vedere, toccare, mi piace osservare la disposizione delle cose, confrontare i prezzi, individuare i prodotti più strani, ma anche quelli più comuni, adoro le confezioni colorate, quelle più strane o assurde. Insomma mi bambinizzo.

E pensa se vicino a Market ci metti Chelsea. E’ proprio wow!

chelsea market1

Questa bellissima struttura nel caratteristico brownstone è collocata nel cuore del quartiere ed era la sede della National Biscuit Company (Nabisco), ovvero un biscottificio che dalla fine del 1800 ha cominciato a produrre una cifra di cose fantastiche, dagli Oreo ai crackers (salatini per i toscani, salatines, per gli americani), fino a cinquanta anni fa, quando hanno spento i forni e se ne sono andati. Un restauro molto ben fatto negli anni ’90 ha modernizzato il complesso, rendendolo un mercato coperto chic ma dall’aria vintage, che ospita decine tra ristoranti e negozi al dettaglio, con la possibilità di acquistare qualsiasi cosa sia essa da mangiare che non, con prezzi che variano da pochi dollari a diverse centinaia.

elenis new york

Il nostro percorso mangereccio comincia da qui, per cui  se senti la necessità di un cupcake devi fermarti da Eleni’s, dove un fantastico stuolo di tortine, biscotti, lecca lecca, si palesa in tutto il suo splendore, lasciando adulti e bambini imbambolati. Prezzi modici ed estrema cortesia, tant’è che ti fanno fotografare tutto l’ambaradam, guai però ad appiccicare la faccia al vetro.

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E se invece il dolcetto non ti abbasta? Sei un magnone, e quindi puoi fare un salto più avanti da Ruthy’s, dove la fantasia si fa torta e gioielli, Barbie e Muppets possono fieramente essere caramellati e modellati creando delle vere e proprie opere d’arte, ma commestibili. Qui il prezzo cresce, per cui invece di 3 dollari dovete cacciarne un po’ di più, e se proprio volete mostrare parsimonia passate solo per uno sguardo, merita!

lobster place6  lobster place

Adesso che avete risparmiato dei bei dollari entrate da Lobster Place e spendete. Benvenuti nella Cappella Sistina del pesce. Qui trovate qualsiasi specie ittica cerchiate, in qualsiasi forma, di qualsiasi dimensione, cotta o cruda, e se volete sedervi e mangiare fatelo, fa godere. In vendita anche salse e condimenti vari, strumentazione ed oggettistica relativa al mondo marino. Non voglio essere molto dettagliata perchè chiaramente questo luogo è stato ampiamente visitato e depredato dalla compagnia dei michetti, per cui un articolo apposito vi renderà le cose più chiare. Mi limito a dirvi che il nome del negozio è dato dalle aragoste, che da ormai 5 anni risultano legali intestatarie del locale.

spices

Sul nostro percorso gastronomico abbiamo incontrato anche un odorosissimo stand di spezie, dalle più comuni alle più esotiche, miscele di tè incluse, che orientaleggiava il market e profumava l’ambiente. Molto molto delizioso.

sarabeth new york

Sarabeth’s è una panetteria con forno a vista che offre diversi tipi di lievitati, dal pane a brioche, da waffel a muffin, dove si può anche consumare una fugace colazione accompagnando il dolcetto con un tè o un caffè, ma sia lo spazio che i prodotti lasciano un po’ a desiderare. Degno di nota è stato solo il mio fruit crumble, quindi vi consiglio di passare oltre.

Il gusto di visitare il Chelsea Market sta anche nel passeggiare e guardare. Oltre ai sopraelencati abbiamo visitato l’enoteca, la libreria, il negozio di abiti usati e di prodotti italiani, quello di biscotti e di fiori. Mi è anche giunta voce che sia stato testato l’affogato al caffè de L’arte del gelato, ma il colpevole che ha agito in solitudine ha eliminato le prove, per cui il fatto, ahimè, non sussiste.

Questo luogo deve essere una tappa obbligata del vostro passaggio a New York City, non mancatelo.

Io facendo la vaga  e da fanatica vi consiglio Anthropologie, un fantastico concept store che mette a dura prova la vostra resistenza di acquisto, la mia infatti si è miseramente dissolta davanti a due tazze deliziosamente decorate a mano e in saldo (YAHUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU).

Tutte le informazioni sul Chelsea Market le trovate sul sito, dove sono elencati anche i siti dei negozi da me menzionati, e anche degli altri eh.

Ah, un’ultima cosa. Io un pochino ci son rimasta male però, mi aspettavo un fichissimo Bonjovi che mi veniva ad accogliere all’entrata, con la sua eccitantissima  giacca di pelle da gnocco furioso ed il ciuffo ribelle, invece niente.  Buh. Avrò sbagliato l’ora?

Goodbye Chelsea

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  1. “E metti che volevano portarti a comprare erba? O nel garage di Michele Misseri? O a vedere la Lazzie? O a votare Berlusconi?”.
    Il piano originale era quello. Ma poi pe’ strada abbiamo incrociato il Chelsey Market e se semo scordati tutto. Perfino come ce chiamavamo. Bei posti. so’ bei posti.

  2. E’ stato veramente spiacevole leggere certi commenti, così astiosi poi….Auguri per tutti coloro che hanno voluto lasciare un pensiero, auguri di cuore.

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